Zweiart

Interface

Il primo progetto di Zweiart, “Interface”, è stato presentato nel 2006 presso la storica galleria romana Al Ferro di Cavallo.
L’installazione consiste in una serie di maschere di carta create da Marina Buening, che stanno appese nello spazio. Su queste maschere sono proiettate, contemporaneamente, due sequenze di immagini e suoni realizzate da Maria Korporal: l’una costituita da un video, l’altra da diapositive. Le immagini sono fotografie di reti – elaborate mediante tecniche di computer animation – che, muovendosi in continuazione, giocano con le forme organiche delle maschere. La scelta di una rete non è casuale; infatti la rete è una rappresentazione per eccellenza dell’interface, un intreccio di collegamenti. Il tutto è accompagnato da una suggestiva colonna sonora. I volti assumono così espressioni sempre diverse e allo spettatore verrà probabilmente da chiedersi: chi sta guardando chi?

Un progetto di Zweiart: Marina Buening e Maria Korporal.

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Identified Moving Objects

Identified Moving Objects è un lavoro del duo artistico Zweiart, composto da Marina Buening e Maria Korporal.

Il video è stato realizzato con tecniche di animazione di plastilina in stop-motion. Zweiart ha attualizzato questa vecchia tecnica con l’editing digitale, aggiungendo effetti pittorici e sonori. Il risultato è un gioco perpetuo sorprendente e divertente.

Il video è anche collocato in un’installazione, v. Zweiart’s website.

titolo: Identified Moving Objects
tecnica: Animazione di plastilina con elaborazione digitale e sonoro; disponibile su DVD e VHS Pal
durata: 7’03”
anno: 2007
© Zweiart

 

 
Un progetto di Zweiart: Marina Buening e Maria Korporal.

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Is She Asleep?

Is She Asleep? è una autocelebrazione di Zweiart. Le due artiste si esibiscono in vari modi: dallo stato embrionale alla danza estatica, dall’immersione nell’acqua alle grida in trance. Sembrano in uno stato di dormiveglia. Si sono distaccate dal mondo, in questa galleria buia sembrano di aver trovato una luce interiore. Lo spettatore in un primo momento si chiederà cosa vedono e sentono, ma presto lei o lui scoprirà di partecipare all’esperienza.

L’installazione consiste in un video realizzato da Maria Korporal, proiettato contro una parete, e una struttura cilindrica reticolata creata da Marina Buening, che racchiude il raggio della videoproiezione, come se fosse un tunnel con aperture. La rete prende così la funzione di contenitore ariosa, ma capace di tenere insieme le immagini e i suoni, fino a unirsi con essi in un unico organismo.

 

Un progetto di Zweiart: Marina Buening e Maria Korporal.

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