Marina Buening

Interface

Il primo progetto di Zweiart, “Interface”, è stato presentato nel 2006 presso la storica galleria romana Al Ferro di Cavallo.
L’installazione consiste in una serie di maschere di carta create da Marina Buening, che stanno appese nello spazio. Su queste maschere sono proiettate, contemporaneamente, due sequenze di immagini e suoni realizzate da Maria Korporal: l’una costituita da un video, l’altra da diapositive. Le immagini sono fotografie di reti – elaborate mediante tecniche di computer animation – che, muovendosi in continuazione, giocano con le forme organiche delle maschere. La scelta di una rete non è casuale; infatti la rete è una rappresentazione per eccellenza dell’interface, un intreccio di collegamenti. Il tutto è accompagnato da una suggestiva colonna sonora. I volti assumono così espressioni sempre diverse e allo spettatore verrà probabilmente da chiedersi: chi sta guardando chi?

Un progetto di Zweiart: Marina Buening e Maria Korporal.

> più info su Zweiart

ArtDoq

“ArtDoq” è la prima opera collettiva del gruppo di artisti ArtDoq, esposta a settembre 2007 presso l’Istituto Superiore Antincendi in via del Commercio 13 a Roma. Oltre agli artisti fondatori di ArtDoq, ha partecipato la tedesca Barbara Lorenz. Il gruppo ha presentato il suo primo lavoro collettivo: oltre 100 elementi, ciascuno un’opera a sé stante, riuniti a comporre una grande installazione.

Il contributo di Maria Korporal era una scatola contenente una colonna sonora multicanale, collegata tramite fili rossi a piccoli altoparlanti attaccati alle scatole degli altri artisti.

Testo critico di Tiziana Musi, curatrice della mostra:

Sempre più oggi l’arte sembra sfuggire e sottrarsi a modalità prefissate e percorsi standardizzati. Anche gli artisti del gruppo ArtDoq si mettono in gioco scommettendo su una possibilità diversa del fare arte. Marina Buening, Maria Korporal, Isabella Nurigiani, Pasquale Pazzaglia e Valter Vari superano le identità di appartenenza (si intrecciano componenti tedesche, olandesi, bulgare, romane in un gioco di rispecchiamenti e superamenti), si riconoscono per la suggestione di un luogo che casualmente hanno scelto come luogo di vita e di lavoro (la Sabina), e in un mondo sempre più dominato dal mercato e sempre più incentrato sul concetto di creatività (cuochi creativi, stilisti creativi, format creativi, economia creativa!) organizzano il loro lavoro artistico utilizzando parametri eccentrici, rispetto a canoni consolidati. Il loro lavoro si fonda sul rovesciamento dei criteri tradizionali: rinunciano in primis al concetto di identità (l’opera è collettiva e installativa, e il singolo si nasconde all’interno del contenitore), si appropriano delle regole del mercato utilizzando un package uguale per tutti gli interventi (le scatole fanno riferimento ad una produzione seriale di tipo globalizzato). Se alcuni artisti stanno lavorando sulla possibilità di sottrarre completamente l’opera dal mercato (come il recente intervento Not for sale) gli artisti di ArtDoq rovesciano il problema: non sono più le regole del mercato a utilizzare format artistici, ma sono questi ultimi a invocare un meccanismo economico che garantisca un proprio marchio di qualità.
La grande installazione che fa da perno all’evento diventa emblematica di una nuova ricerca legata anche al concetto di post-produzione: l’opera d’arte sottratta al principio di unicità e di non-riproducibilità si colloca in uno spazio destinato ancora ad ulteriori riflessioni nella ricerca artistica contemporanea, dove l’affermazione delle singole individualità artistiche non è manifesta se non attraverso un gioco di coperture e svelamenti. Si svelano anche nuove contaminazioni: i fili elettrici che partono dalla scatola di Maria Korporal costituiscono il collante dell’installazione, portano suoni, danno energia, accendono luci, collegano le singole scatole l’una alle altre, creano alla fine una nuova identità collettiva.

Gli artisti fondatori di ArtDoq:
Marina Buening
• Maria Korporal
Isabella Nurigiani
Pasquale Pazzaglia
Valter Vari

L’artista invitata per il primo progetto:
Barbara Lorenz Höfer

> vedi anche il sito di ArtDoq

Identified Moving Objects

Identified Moving Objects è un lavoro del duo artistico Zweiart, composto da Marina Buening e Maria Korporal.

Il video è stato realizzato con tecniche di animazione di plastilina in stop-motion. Zweiart ha attualizzato questa vecchia tecnica con l’editing digitale, aggiungendo effetti pittorici e sonori. Il risultato è un gioco perpetuo sorprendente e divertente.

Il video è anche collocato in un’installazione, v. Zweiart’s website.

titolo: Identified Moving Objects
tecnica: Animazione di plastilina con elaborazione digitale e sonoro; disponibile su DVD e VHS Pal
durata: 7’03”
anno: 2007
© Zweiart

 

 
Un progetto di Zweiart: Marina Buening e Maria Korporal.

> più info su Zweiart

Is She Asleep?

Is She Asleep? è una autocelebrazione di Zweiart. Le due artiste si esibiscono in vari modi: dallo stato embrionale alla danza estatica, dall’immersione nell’acqua alle grida in trance. Sembrano in uno stato di dormiveglia. Si sono distaccate dal mondo, in questa galleria buia sembrano di aver trovato una luce interiore. Lo spettatore in un primo momento si chiederà cosa vedono e sentono, ma presto lei o lui scoprirà di partecipare all’esperienza.

L’installazione consiste in un video realizzato da Maria Korporal, proiettato contro una parete, e una struttura cilindrica reticolata creata da Marina Buening, che racchiude il raggio della videoproiezione, come se fosse un tunnel con aperture. La rete prende così la funzione di contenitore ariosa, ma capace di tenere insieme le immagini e i suoni, fino a unirsi con essi in un unico organismo.

 

Un progetto di Zweiart: Marina Buening e Maria Korporal.

> più info su Zweiart