Korporal Zoo

Reynard the Fox

Korporal Zoo X: “Reynard the Fox”. Installazione video con 12 tele triangolari (stampe digitali con interventi manuali) e una proiezione video che gioca con tutti gli elementi.

Reynard è il personaggio principale di un ciclo letterario di favole allegoriche olandesi, inglesi, francesi e tedesche. Queste storie riguardano in gran parte Reynard, una volpe antropomorfa rossa e una figura da imbroglione. Le sue avventure solitamente lo coinvolgono ingannando altri animali antropomorfi a proprio vantaggio o cercando di evitare ritorsioni da loro.

Il lavoro di Maria Korporal è basato sulla versione olandese medievale della storia, proveniente dal XIII secolo: “Van den vos Reynaerde” (Della volpe Reynard). Le 12 tele triangolari rappresentano 12 ritratti di animali, alcuni dei quali principali nemici e vittime di Reynard. La stessa volpe appare in varie scene del video, proiettate in uno spazio centrale, circondato dalle tele.
Il triangolo è una caratteristica importante del video, si riferisce alla forma triangolare della testa della volpe ed è fondamentale anche per la struttura narrativa. Ciascuna delle tre scene principali viene introdotta con il lancio di un dado triangolare, il risultato sembra determinare cosa accadrà. Le superfici dei dadi diventano l’ambientazione in cui si svolge la storia, mentre le linee animate emergono dai lati e dagli angoli, coprendo e connettendo le tele circostanti. I risultati dei dadi sono 3, 6 e 7, numeri altamente simbolici che formano il punto di partenza per ciascuna delle tre parti scelte della storia.

L’installazione è il decimo lavoro nel progetto Korporal Zoo: una serie di video che trattano il rapporto tra animali ed esseri umani, studiati dal punto di vista culturale, sociale e ambientale.

photo by Dietrich Graf

photo by Dietrich Graf

Il video pubblicato su questa pagina è una ripresa video della prima presentazione dell’installazione, presso la galleria VBK a Berlino dal 2 al 18 febbraio 2018. – leggi tutte le info.

Screening della ripresa video:
• 21 settembre 2019: Domino Dominio | Per gioco e per davvero, Macro Asilo, Roma.

titolo: Reynard the Fox
descrizione tecnica: Installazione video con 12 tele triangolari (stampe digitali con interventi manuali) e una proiezione video che gioca con tutti gli elementi.
dimensioni e materiali: La dimensione dell’intera installazione è variabile, può essere ricomposta e adattata ad una stanza o ad un ambiente. Il lavoro consiste di 7 tele triangolari di 30x30x30 cm e 5 di 40x40x40 cm, un videoproiettore e 2 piccoli altoparlanti. L’intera superficie (proiezione e tele) è di circa 240 × 180 cm.
durata del video: 7’30” in loop
anno: 2018
suono in sottofondo: “Village Morning” by dobroide
musica: “The Screaming Jungle” (excerpt) di Fearless Super Pictures
e “The Labyrinth” (excerpt) di The New York Underground Orchestra, condotta da Assif Tsahar
tutto l’altro art work, registrazioni, camera, elaborazione immagini e sonori, animazione & montaggio: Maria Korporal

Korporal Zoo: il progetto

“Korporal Zoo” è una serie di video di Maria Korporal in cui il mondo animale e umano è osservato da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale. Il progetto è un work in progress iniziato nel 2010. I video di “Korporal Zoo” sono stati realizzati con una grande varietà di tecniche e ogni opera è un mix animato di foto e filmati, nonché disegni e collage.

Alcune immagini dello studio:

Le opere del progetto:

The Waltz

The Waltz racconta una breve storia dell’emancipazione delle donne.
Nel video compaiono uccelli che volano liberamente e una coppia di donne chiuse in una gabbia, che ballano un valzer infinito. Alla fine riescono a liberarsi e l’immagine della gabbia viene sostituita da una rapida sequenza di fotografie di proteste delle donne di epoche e luoghi diversi.

“Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Dovrete restare vigili durante tutto il corso della vostra vita.”
Simone de Beauvoir

La storia dell’emancipazione femminile è ancora in pieno svolgimento. Nascere femmina significa combattere per tutta la vita. Credo fermamente nella solidarietà tra le donne e il mio motto è quindi: “Keep on waltzing, sisters!” – “Continuate a ballare, sorelle!”

Mostra attuale:
• 6 dicembre 2019 – 5 gennaio 2020: Mostra d’inverno “always in motion”, Galleria VBK, Berlino.

Il video fa parte del ciclo Korporal Zoo: una serie di brevi video che trattano il rapporto tra animali e esseri umani da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale.

***

A proposito di “The Waltz”, Daìta Martinez ha scritto il testo seguente:

“Ho l’impressione che tutto si determina molto presto: forse a dieci anni, forse addirittura a due.” (Simone de Beauvoir)

Lo raccontava la nonna il suono. La donna che spostava gli occhi dalla memoria del suo uncinetto e li sedeva al carillon che era ieri quel gesto di volerlo il ballo schiuso dal silenzio. La sua visione. La visione di una appartenenza nella timidezza al margine del passato che ancora libera la posa in questa figurazione piena del concetto sciogliendo lo scialle dalle piume accolte fuori dalla immobilità del ramo poggiato sulla scena per sentirla esistente la parabola del volo.
Lo raccontava la nonna.
Lo racconta lei : “The Waltz”.

(Daìta Martinez – pubblicato nella rubrica AttraVerso sul sito di LietoColle)

titolo: The Waltz
tecnica: Video e animazione sperimentale
durata:  3’11”
anno: 2010
© Maria Korporal

Stay or fly away?

NEW screenings:
WOW.18/USA, 21 luglio – 14 dicembre 2018 @ Torrance Art Museum, Los Angeles/CA
Kunst im Dialog, 3 agosto 2018, 21.00-22.30: Video night LITVAI gallery for photography, Landshut (Germania)

Uno degli aspetti più sottovalutati del problema dei rifugiati è che si trovano in una situazione di emergenza in cui devono prendere una decisione immediatamente, e qualunque cosa decidano, non si può tornare indietro. Proprio come la farfalla in questo video: “Quattordici secondi per decidere, resterai o volerai via?” Sia che la farfalla decida di restare o di volare, il cerchio si chiude comunque e toglie ogni possibilità di tornare sui passi.

Il video fa parte del ciclo Korporal Zoo: una serie di brevi video che trattano il rapporto tra animali e esseri umani da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale.

Il video fa parte di The Refugee Film Collection

titolo: Stay or fly away?
tecnica: Video sperimentale e animazione
durata: 0’49”
anno: 2015
visual and sound: Maria Korporal

Give us back our shadows

NEW:  Il video sarà presentato il 3 agosto 2018, 21.00-22.30, presso la LITVAI galleria di fotografia a Landshut, in occasione della mostra Kunst im Dialog

“Un’antica leggenda degli Indiani d’America narra che un insetto rubasse l’ombra a chi non rispettava la natura. Privati così della propria anima, gli uomini si ammalavano. Solo con la musica e con il canto riuscivano infine a riaverla e a vivere felici.”

“Korporal Zoo” è una serie di video di Maria Korporal in cui il mondo animale e umano è osservato da diversi punti di vista – culturale, sociale, ambientale.

titolo: Give us back our shadows
tecnica: Video sperimentale e animazione
durata: 6’46”
anno: 2014
musica: Richard Strauss, “Also sprach Zarathustra” – Das Tanzlied (di dominio pubblico – www.1classical.com)
registrazione insetti: Benboncan (www.freesound.org)
tutte le altre registrazioni, camera work, cast, elaborazione di immagini e suoni, animazione e montage Maria Korporal

Dust Thou Art @ MADATAC, Madrid

Dust Thou Art“, un video recente di Maria Korporal, è stato selezionato per il festival MADATAC a Madrid, Spagna – Sección Oficial Internacional Competitiva. Il video sarà in programma il martedì 16 gennaio 2018 presso il Salón de Actos de Conde Duque a Madrid.

Cliccare qui per il catalogo e programma su Issuu, o vedi sotto:


MADATAC 09
Interactivo / Exteractivo

MADATAC, Muestra Internacional de Arte Digital Audiovisual y Tecnologías Acontemporáneas, llega a su novena edición habiéndose establecido como un referente nacional destacado en la promoción de la cultura digital y arte experimental.

Desde el 10 hasta el 30 de enero, Madrid se convertirá en un hervidero de videoarte y nuevos medios en varias sedes de la ciudad. Concretamente, el Centro Cultural Conde Duque reunirá, a lo largo de varias sesiones del 16 al 20 de enero, una selección de trabajos de más de un centenar de videoartistas de 50 nacionalidades distintas, que sin duda se enmarcan entre las creaciones más vanguardistas, originales y poéticas del panorama actual de arte audiovisual. Todo ello a través de proyecciones, conferencias, instalaciones y conciertos audiovisuales de importantes figuras del mundo del arte electrónico de los nuevos medios.

Esta edición, que lleva por título “Interactivo / Exteractivo” presenta un acercamiento interactivo a las posibilidades del nuevo arte audiovisual mediante la visualización de videocreaciones e instalaciones donde la realidad virtual se nos presenta como una posible vía para reinventar las artes digitales y explorar la espacialidad que nos rodea en forma de experiencias artísticas que plantean transformar y redimir nuestra conciencia sobre los límites de la propia realidad.

Desde una perspectiva interdisciplinar, y fusionando el mundo de la técnica con el de la imaginación, MADATAC desafía las narrativas cinemáticas convencionales ofreciendo un arte audiovisual transformador en una apuesta por el riesgo y la belleza. Por la Muestra han pasado personalidades como Roy Ascott, Román Gubern, Lech Majewski, Mabel Palacín, Reynold Reynolds, Bernd Lintermann o Brian Eno, entre tantos otros, y a ella están vinculadas figuras como Bill Viola, así como lo ha estado Abbas Kiarostami. MADATAC difunde el arte de los nuevos medios y el videoarte más inédito, inclasificable y visionario, aquel que propicia el arte de ver lo inadvertido.

Source of this article: condeduquemadrid.es/actividades/cine/madatac/

Stay or fly away? @ Strangloscope Festival Brazil

“Stay or fly away?”, un video dal progetto Korporal Zoo, sarà proiettato al Strangloscope Festival a Florianopolis, Brazil, come parte del programma “Switching territories” a cura di Visualcontainer.

STRANGLOSCOPE experimental Video/Film, Audio, Performance International Festival
8 – 13 Novembre 2017
Florianopolis, Santa Caterina – Brasile

9 Novembre – Switching territories: from the land to the mind
Visualcontainer Selection

Artisti: Matteo Pasin – Sonia Laura Armaniaco – Daniela di Maro – Eleonora Roaro – Barbara Brugola – Maria Korporal – Patrizia Bonardi – Enrico Bressan – Armida Gandini – Riccardo Muroni – Cristobal Catalan – Elisabetta di Sopra

Switching territories: from the land to the mind
Lo spazio e territorio sono sempre stati soggetti alla misurazione umana, legati al corpo, al flusso di tempo e alla memoria.
Le stratificazioni di luoghi e territori si mescolano con l’annotazione del proprio spazio e la propria percezione personale del territorio attraverso la nostra storia, ricordi e impressioni.

Il corpo misura lo spazio e allo stesso modo la mente ne restituisce una propria impressione: dalla alla complessità della visione globale dall’alto, alla personale mappatura mentale, dalla percezione del confine naturale fino al concetto di “spostamento” sia fisico che percettivo, attraverso una ulteriore mappatura delle possibili strategie di adattamento. Dai luoghi cari, accarezzati dallo sguardo e vissuti come spazi intimi e quotidiani fino ad altri spazi che si evolvono fino a diventare ostili. Lo spazio immaginativo e il desiderio di fondersi con esso. Il territorio che a poco a poco diventa estensione del proprio corpo e della mente.
Alessandra Arno’

La selezione presentata ha fornisce una ulteriore mappatura delle possibili impressioni che il territorio suggerisce attraverso la ricerca visiva di artisti che sperimentano le potenzialità formali e i diversi linguaggi della video arte.

Selezione Video:

Matteo Pasin – Weltanschauung – Il mondo come volontà di rappresentazione, 5:50, 2016
Sonia Laura Armaniaco – Gaia, 3:50, 2016
Daniela di Maro – Migrations, 5:13, 2011
Eleonora Roaro – 00:00:01:00, 1:00, 2016
Barbara Brugola – Lapse of View – 3:15, 2012
Maria Korporal – Stay or fly away?, 0:50, 2015
Patrizia Bonardi – The immobility of tree, 3:11, 2012
Enrico Bressan – Exercise#49, 3:25, 2010
Armida Gandini – Muovo sonnambula al mondo, 2:00, 2012
Riccardo Muroni – 010, 11:11, 2015
Cristobal Catalan – Res Nullius, 3:46, 2014
Elisabetta di Sopra – Temporary, 5:00, 2013

Strangloscope – Experimental Video/Film, Audio, Performance International Festival is the first international festival devoted to the experimental arts field in Florianópolis, Brasil. Its first edition happened in July 18th 2014 and there were another 3 screenings in the same year.
Strangloscope’s goal is to achieve at least 4 editions per year. The festival attracts filmmakers from around the world to participate in screenings, live performances, exhibitions and artist’s discussions.
All the Works are selected by Duo Strangloscope but there is one special edition every year that is a mix program curated by Duo Strangloscope and an invited program of an international festival. In 2014 Fest Miden shared a program screened over the Florianópolis dunes at Strangloscope 4th edition called From Island to Island. In January,2015 a special programme prepared by Slovak film magazine KINEČKO opened the year activities with a very selective program focused on Czechoslovak experiments with film material and its structure.

Strangloscope provides local and regional audiences with an opportunity to view a wide variety of contemporary experimental works focused on artistic excellence.
Strangloscope is achieving national and international recognition due to the generous participation of great experimental artists such as Saul Levine, Steven Woloshen, Daniel Kötter,Guillaume Vallée, Gilivanka Kedzior & Barbara Friedman [Red Bind}, Tânia Dinis, Esther Urlus, Richard Ashrowan, Distruktor, Lau Focarazzo, Mary Helena Clark, Kate Ewald, Ralitsa Doncheva, Katerina Athanasopoulou, Lubomír Remo, Azucena Losana, Daniel Lima Santiago, Stephen Broomer, Kelly Gallagher, Nazli Dinçel, Mónica Savirión, Abigail Child…

Strangloscope – Experimental Video/Film, Audio, Performance International Festival is a non-profit organization sustained by the generous support of Duo Strangloscope and enthusiastic audiences.

www.strangloscope.com

Fonte di questo articolo: www.visualcontainer.org/wordpress/it/visualcontainerstrangloscope-festival-brazile/

“Give us back our shadows” in Espacio Enter Canarias

“Give us back our shadows”, un video del progetto Korporal Zoo, sarà presentato in Espacio Enter Canarias, come parte del programma di videoarte “In Wonderland”, a cura di Nikos Podias / Festival Miden.
Espacio Enter avrà luogo in TEA (Tenerife Espacio de las Artes), Tenerife, Canarias, dal 24 al 27 agosto 2017.
• sito di Espacio Enter
• pagina dedicata al programma “In Wonderland”

Video Art Miden presents
“In Wonderland” [61 min] Curated by Nikos Podias

A land of wonders where ingrained rules have ceased to exist. A whole world which can simultaneously be dreamy and real, romantic and tough, beautiful and ugly. This is the land where butterflies have a human face, fear gets confused with charm, time can be stopped, mirrors distort our image, there is always a secret hidden in the woods, the beginning and the end tangle, cats fly high, excess is considered little, myths get involved with fairytales and good fights evil like a sensitive robot fights a giant octopus.

Yuliya Lanina, Theme and Variations, USA 2013, 10.28
Carla Chan, Black moves, Germany 2016, 2.35
Natalie Plaskura, Faint, Germany 2014, 5.58
Kirill Savateev, Д, Russia 2016, 2.17
Isabel Perez del Pulgar, Opus III Desespoir du singe, France 2015, 8.10
Rick Niebe, Mannequin, Italy 2016, 8.52
Mauricio Sanhueza, Nyan Cat (Psycho Cat), Peru 2015, 1.54
Daniel Moshel, MeTube 2: August Sings Carmina Burana, Austria 2016, 5.42
Maria Korporal, Give us back our shadows, Germany 2014, 6.46
Stephanie Winter, Tristes Deserts – A Robot’s Tale, Austria 2015, 8.18

Give Us Back Our Shadows in LICHT, Group Global 3000

Give Us Back Our Shadows © Maria Korporal

Il video “Give Us Back Our Shadows” di Maria Korporal sarà esposto a Berlino dal 17.3 al 12.5.2017 come parte della mostra LICHT (Luce) in Group Global 3000.

“Un’antica leggenda degli Indiani d’America narra che un insetto rubasse l’ombra a chi non rispettava la natura. Privati così della propria anima, gli uomini si ammalavano. Solo con la musica e con il canto riuscivano infine a riaverla e a vivere felici.”

About the video:
What happens when the sun shines behind a vast curtain of smog? Our shadows become vaguer and when the smog becomes thicker, they may not be visible at all. With the growing air pollution, the sunlight becomes less – it is the darkening of the earth, also called “global dimming” – and we are losing our shadows.
An old Native American legend tells that an insect stole the shadow to those who did not respect nature. Deprived, in this way, of their soul, the men became ill. Only with music and singing they were able to finally get their shadow back and live happily ever after.
The motto “Give us back our shadows!” is the wish that we can clean the air, so that the sun can enlighten us again and we get our shadows back. As in the Indian legend, we have lost our shadows because we did not respect nature. The dance with the animals in the video is a ritual in nature to make the sun seem brighter again and to win our shadows back.

About the exhibition:
Group Global 3000 asks the artists about the light today that is affecting us and nature. We change the natural light through our technology such as glass, buildings, air pollution. We humans emit the artificial light wasted into space. We barely find the darkness. Stars are lost. Insects are dying in the light traps of unsuitable street lamps. We humans waste electricity through outdated lamps and experience pale light from bad energy saving lamps and LEDs. Many buyers do not yet know the new measure for color reproduction RA / CRI> 80 .
19 artists show their positions to the topic with collage, object, installation, photo, painting, graphics, video and performance:
Jully Acuna, Sandra Becker, Marieke Bolhuis, Marzena Brandt, Diego Caglioni, Maks Dannecker, Mary-Noelle Dupuis, Bernd Fuchs, Mariel Gottwick, Stephan Gross and Jörn Birkholz, Maria Korporal, Linda Lenssen, Sonja Mischor,  Korvin Reich, Andreina Vieira dos Santos und Mahsa Asgari,  Peggy Sylopp, Agatha Zbylut.

Dates:
• Opening 17.3., 19:00, Performance- Installation von Masha Asgari und Andreina Vieira dos Santos.
Inspired by the images of UV light / sunlight therapy at the beginning of the 20th century and the representation of light in art history, the performance “Light Department” deals with the different conceptions of light and the paradox of the emergence and emptying of life through light.
• Artists talk 31.3., 19:00. Artists of the exhibition talk about their works and with guests.
• Lecture with Discussion, 21.4., 19 Uhr: Dr. Christopher Kyba, “Light, clean and dirty.”
Light can affect animals, people and the night sky. Some specific examples of light art and architectural lighting that can be problematic. Things that can be done to mitigate the environmental impacts of light art.
• Finissage 12.5., 19 Uhr, “Light conducting”. A concept of Mary-Noele Dupuis.
Performers, in art and music, will be conducted by light, improvising simultaneously, constituting composition and choreographie: Sean Derrick Cooper Marquardt , Bea Dickas (Elektronic), Yann Keller (Steel-Base & Elektronic), Zam Johnson (Drums, Keyboard…), Wilfried Hanrath (E-Base), Gerno Bogumil ( Trumpete), Hartmut Dicke (Sax), Andreas Techler (Sax), Christoph Uhlhaas (Keyboard, Samples, Toys) Mary-Noele Dupuis (Vocal & Conduct), Ralf Peter  (Schlagzeug).

Location:
Projektraum der Group Global 3000, Leuschnerdamm 19, 10999 Berlin – groupglobal3000.de

Curators: Tom Albrecht / Maria Korporal

WOW.01 @ Kochi Muziris Biennale

Maria Korporal’s video “Stay or fly away?” will be screened on occasion of the Video Vortex XI @ Kochi Muziris Biennale, Kerala/India – 23-26 February 2017, as part of the project WOW.01 – The W:OW Art Film and Video Festival.

> website of the event

Press release:

Although The W:OW Project core is under construction and will be not finalized before the end of 2017, the W:OW Art Film and Video Festival starts already right now it global screening activities.

artvideoKOELN & The New Museum of Networked Art are happy to announce
CologneOFF 2017 India
@ Video Vortex XI @ Kochi Muziris Biennale 2016/2017
Kochi-Kerala-India

WO.01
W:OW Art Film & Video Festival

(We Are One World // Art Film & Video Festival)

Program 1

Focus / Asia
curated by Wilfried Agricola de Cologne

Sai Hua Kuan (Singapore) – Space Dawing No.5, 2009, 1:02
Mani Mehrvarz (Iran) – Wistful Affection For The Past, 2013, 3:06
Anupong Charoenmitr (Thailand) – To Face, 2014, 5:55
Mehmet ÖGÜT (Turkey) – The Basket Seller, 2014, 5:40
Noriyuki Suzuki (Japan) – Fragment, 2012, 6:31
Shuai-Cheng Pu (Taiwan) – Consciousness Spin Project, 2015, 5:39
Richard Legaspi (Philippines) – Making Love with the Wind, 2015, 9:40
Sanglim Han (S.Korea) – Bloom, 2012, 3:35
Weigang Song (China) – Walling Dissensus, 2014, 5:01
Shahar Marcus (Israel) – Seeds, 2012, 5:03
Mohammed Harb (Palestine) – Without Windows, 2009, 5:00
Yovista Ahtajida (Indonesia) – Re-Interpreting Trump, 2016, 1:15

Program 2

W:OW Art Film & Video Festival
(We Are One World // Art Film & Video Festival)

Focus / World – The Refugee Film Collection
curated by Wilfried Agricola de Cologne

Maria Korporal (Netherlands) – Stay or fly away?, 2015, 0:49
Mauricio Saenz (Mexico) – Flight simulator, 2014, 4:17
Les Riches Douaniers (Gilles Richard & Fabrice Zoll) (France) – The Lonely Migrant, 2011, 16:15
Johannes Christopher Gérard (Germany) – disorientated displacement, 2016, 05:02
Masha Maria Yozefpolsky (Israel) – In Between SiO2, 2016, 10:00
Oksana Chepelyk (Ukraine) – «Letter from Ukraine», 2014, 7:31
Mohamed Thara (Morocco) – As Long As I Can Hold My Breath, 2016, 9:40
Lucija Konda Labas (Croatia) – We are the dogs – Wir sind Hunde, 2016, 1:11
Anna Faroqhi & Haim Peretz (Germany) – Lichtenberg Cleans Up, 2016, 4:34